Caro
Pensamentus,
vorrei inviarti un piccolo contributo visto che mi trovo "sottosopra"
in terra Australiana, a Melbourne. Ci sono, anche quaggiù alcune
certezze: il nord è a nord e tutti gli altri punti cardinali
sono al loro posto,
il sole sorge ad est e tramonta ad ovest.
La tranquillità dei ritmi aiuta a pensare meglio
e meno inquietante è il rapporto delle persone con il mondo.
Certo non si può dimenticare che qualche secolo fa anche in
questa terra meravigliosa è avvenuta una colonizzazione abbastanza
brutale.
Una storia comune a molti luoghi nel mondo.
Viene da pensare a quella bella poesia di Kavafis "Itaca"
dove il senso del viaggio (e della vita)
è nei profumi e nei colori e nei sapori
che incontriamo nelle terre nuove,
elementi che dobbiamo imparare ad apprezzare
perche saranno i soli che porteremo con noi,
quando giunti ad Itaca troveremo soltanto croci.
E tutto quello che la voglia di ritorno ci ha dato è il viaggio.
Con i suoi profumi ed i suoi colori.
ciao Massimo


Caro
Pensamentus, 
l'ultimo numero mi ha suggerito ciò:
Ai
vecchi, agli adulti, ai bambini,
mancano le carezze!
I Vecchi, sorpresi quando li accarezzi,
ti regalano un sorriso di stupore!
Gli alimenti la vita.
Gli Adulti, non più abituati,
razionalizzano il gesto,
chissà? ..Perchè?..Mhh!..
ti regalano un sorriso timidone!
Gli risvegli la fiducia.
Per i Bambini, sono sempre poche,
accompagnale con grande amore,
ti regalano energìa,
Ti ridetermini la vita!
Ignazio
Chessa (13.01.04)


Carissimi nipoti del 2000,
questo viaggio senza spazio e senza tempo mi ha avvicinato col pensiero
agli amici/fratelli che ho conosciuto e amato nei miei viaggi e nella
mia vita e che hanno lasciato molti pensamentus e sentimentus che continuano
a germogliare in me. Persino a quelli che si dice non siano più
qui ma che sento vibrare in me e in tutte le cose belle che mi circondano...
ed anche quelli che verranno e che sento già muoversi dentro
di me...
un abbraccio cosmico a tutti i nipoti del 2000 ed a coloro che coltivano
pensamentus con fede... grazie!
Luisa (12.01.04)


Belessimo
viagio!
Pecato che tutto prima o poi si conclude,
mi ero orramai abituato ad apprire il computer ogni tanto per farmi
un viagetto nella storia piena di storie di una storia visutta...
Grazie per le belle storie e speriamo che ce ne siano delle altre, cosiche
la gente pigra come me possa riscaldarsi ogni tanto davanti ai sogni...
baci
Peter (13.01.04)


Caro
Pensamentus vorrei proporti
...una riflessione sull'incontro:
l'incontro nel viaggio,
l'incontro con il diverso,
l'incontro con un altro da noi.
Se ti fa piacere ti incollo una mia poesia che parla di un incontro
con una fagianella.
L'incontro con un mondo diverso
ci ridimensiona e ci restituisce
un'immagine di noi più profonda e più vera.
Pinuccia(14.01.04)

La
fagianella
Nella
tiepida sera di maggio
quando
la luce scolora,
si
stagliano i germogli
sul
pallido cielo di Lombardia.
I
verdi spiccano sull’indaco
che
sfuma al grigio
ed
il profilo scuro del bosco
sottolinea
il confine tra terra e cielo.
Procedo
piano rispettando
la
calma serena dei campi;
mi
godo la solitudine
e
la pace sembra una carezza.
Il
nastro d’asfalto si srotola
fra
dossi che accennano
a
diventar colline e incastonano
brandelli
di bosco di rovi e robinie.
Ascolto
il respiro del luogo:
pausa
all’affanno e al traffico,
appena
più in qua dell’autostrada
che
nascosta sembra lontana.
Ed
eccola ancora la fagianella!
La
stessa da giorni.
Apre
un poco le ali,ingobbisce prudente
e
attraversa la strada.
Come
ieri la stessa emozione
a
incontrare il suo occhio: uno solo.
Lei
mi fissa torva,
poi
spicca il suo breve volo.
L’assimetria dello sguardo
mi
rimpicciolisce.
La
mano si alza e segue la scia.
-Potessi
volare via con te, essere come te!
Icona
d’un mondo perduto,
forte
e fragile insieme.
Caparbia
femmina
che
covi la vita.
Come
te sono un piccolo frammento,
lanciato
nell’immenso.
Come
te sono solo
passeggera
del mondo.
Pinuccia
Bonora

Caro
Pensamentus,
ti
invio questa foto,
perchè quando l'ho vista ho pensato a te...e
complimenti
per la trasmissione
Ciao
Luciana


Caro Pensamentus
leggo e rileggo le belle parole e le belle immagini del vostro sito
e mi chiedo:
è mai possibile inventare parole ed immagini nuove che esprimano
al tempo stesso la grande velocità della comunicazione e la solitudine
antica dell'uomo e della donna?
Che raccontino i sentimenti che da sempre accompagnano il nostro cammino
nella specificità del nostro tempo?
E'
possibile, mi chiedo, esprimere l'amore e la violenza che caratterizzano
il nostro presente, uguale e diverso a/da tutti gli altri?
Non c'è risposta, ma sperimentazione, ricerca continua, disperazione,
camminare sul filo e non guardare sotto, ma avanti, oltre il punto del
possibile arrivo.
L'interazione della parola, dell'immagine e del suono sono già
un tentativo che esprime la modernità, accanto alla quantità
dei mezzi si
rappresenta
una qualità, cioè la somma dei mezzi. Da sempre l'uomo
cammina sul filo, ma è un uomo particolare, senza dio, senza
sicurezze. Nessun mezzo o sommatoria di essi potrà mai fornire
un terreno su cui poggiare i piedi; casomai questo possibile nuovo modo
di comunicare dovrà essere un magma dal quale fuggire dopo averlo
eruttato, gettato fuori con violenza. Ciao a presto.
Massimo Angeletti (11.01.04)

